Trading di opzioni binarie


Un giorno ero a casa e mi stavo annoiando, così andai in camera dei miei genitori e presi un libro sullo scaffale di mio padre: era uno di quei volumi grandi e massicci di alta finanza, quindi pensai di rimetterlo a posto, dal momento che potevo interessarmi a molte cose, ma di certo non ritenevo che l’economia e la finanza rientrassero in questa lista. Spinta un po’ dal desiderio di apprendere qualcosa di nuovo iniziai a leggerlo e non mi resi conto del tempo che passava fino a quando mia mamma mi chiamò per la cena: ero rimasta seduta alla scrivania a leggere informazioni sul mercato azionario e sul trading di opzioni binarie per ore, assorta come se si trattasse di uno dei miei libri preferiti!

Rimasi un po’ di sale, perché tutto pensavo tranne che di potermi interessare ad argomenti economici, vedi com’è strana la vita!

Iniziai allora a cercare online se ci fossero dei manuali e libri specifici sul trading di opzioni binarie e la mia scelta ricadde verso un testo consigliato per i principianti, per apprendere sin dalle basi come funziona il mercato e come iniziare a muoversi se si vuole avviare una carriera di trader. Lessi il libro da cima a fondo e presi un decisione: avrei provato anche io a intraprendere questa strada.

Dal momento che non sono completamente matta, capii subito che non ce la potevo fare da sola, così mi informai sulle società di consulenza specializzate nel trading di opzioni binarie e, dopo un primo colloquio, accettati il loro aiuto per entrare sul mercato.

Adesso è 1 anno esatto che sono una trader del mercato!

La direttiva sulle informazioni commerciali/segreti e la libertà d’informazione


L’Associazione Inchieste Giornalismi ha attuato un flash mob per difendere la libertà d’investigazione dei giornalisti europei e quella d’informazione dei cittadini. Sono stati un famoso giornalista francese e gli studenti della scuola di giornalismo Lelio Basso a scendere in campo, per opporsi all’approvazione di una direttiva che minerebbe le inchieste sulle grandi multinazionali.

 

Il Festival

All’inizio di settembre c’è stato il Festival dei DIG Award, che celebra il giornalismo d’inchiesta italiano ed europeo. Dopo che sono stati assegnati i premi, il giornalista francese ha esposto le ragioni della petizione che vorrebbe annullare la direttiva.

 

La direttiva

Questa impedirebbe ai dipendenti di aziende multinazionali di denunciare eventuali atti illeciti di cui potrebbero essere testimoni e, quindi, ai giornalisti di investigare e informare il pubblico. Se, infatti, tali informazioni dovessero uscire dalle mura aziendali, ci sarebbero dei rischi sia per i dipendenti che denunciano, che per le testate giornalistiche che divulgano.

 

Il contesto

La prima versione del documento sulla protezione delle informazioni commerciali (segreti) è stata presentata a metà giugno dalla Commissione Affari Legali del Parlamento Europeo. La versione definitiva dovrebbe arrivare dopo l’accordo fra Consiglio, Commissione e Parlamento. Nonostante sia dichiarato che lo scopo della direttiva è proteggere le informazioni di un’azienda, in Europa sono sorte delle perplessità presso ONG e Organizzazioni di Giornalisti.

La relazione

Nel documento che accompagna la bozza è scritto che le informazioni commerciali che non possono essere considerate “diritti di proprietà intellettuale” sono ugualmente importanti per l’azienda da un punto di vista economico. Le aziende vogliono difendersi in caso di furto, appropriazione illecita e diffusione di dati segreti e, per farlo, intendono armonizzare le leggi nazionali e condividere fra gli Stati della Comunità Europea le procedure di ricorso che potrebbero essere usate dalle imprese, qualora ritenessero di aver subito danni a causa della “fuga” d’informazioni commerciali.

 

I segreti

Sono le informazioni commerciali che nella loro configurazione precisa e combinazione di elementi non si possono reperire facilmente e hanno valore commerciale proprio perché sono segrete. Questa sarebbe in sostanza la definizione data dall’articolo 2 dell’accordo TRIPs del 1994. All’articolo successivo si legge che la non liceità della diffusione è tale se una persona “era a conoscenza o, secondo le circostanze, avrebbe dovuto esserlo, del fatto che il segreto commerciale è stato ottenuto da un altro soggetto che lo stava utilizzando o divulgando illecitamente”. Come se un giornalista potesse sapere in anticipo che determinate informazioni sono state ottenute e divulgate in modo illecito.

L’articolo 8 tratta delle misure adottabili “per impedire l’abuso dei diritti di proprietà intellettuale”. È difficile, però, stabilire che cosa può essere definito segreto commerciale, e le aziende potrebbero approfittarne per estendere la definizione a diverse informazioni.

 

Botta e risposta

Sembra quasi un gioco a rimpalli. Corporate Europe ammette la divulgazione d’informazioni commerciali se fatta per denunciare illegalità e per il bene pubblico. È il giudice a decidere, quindi la libertà d’informazione può essere limitata. Il ricorso al giudice può essere usato per ritardare la diffusione pubblica dei dati in questione, ma il giudice deve garantire anche la tutela dell’interesse pubblico.

Promozione aziendale: un utile alleato per il successo


Siete alla ricerca di qualche idea vincente per far sì che la vostra azienda riscuota il tanto sperato successo?

Il primo passo da fare, allora, è quello di mettere in piedi un solido piano di promozione aziendale, finalizzato a far conoscere l’attività e a incentivare quel passaparola che funziona sempre. Quando si cerca di studiare una valida tattica per promuovere la propria attività, è utile seguire dei piccoli consigli che, però, portano al successo. Un primo consiglio da seguire è quello di affidarsi al caro, vecchio materiale pubblicitario cartaceo. Cosa si intende? Dei volantini professionali piuttosto che i manifesti, le brochure ma anche i cataloghi e i nuovissimi fotolibri, i gadget e tutto il materiale pubblicitario personalizzabile. Si tratta, infatti, di un mezzo sempre utile per conquistare non solo l’attenzione, ma anche la fiducia del potenziale cliente dell’azienda. Per avere tutto il materiale personalizzato è bene affidarsi a dei professionisti del settore e in questo la rete aiuta non poco. Dimentichiamo, quindi, le vecchie e care usanze e cerchiamo online delle aziende serie e professionali in grado di offrire il servizio in tempi rapidi e a prezzi a dir poco competitivi. Stiamo parlando delle aziende di stampa online, come Exaprint, che consegnano al cliente un prodotto finito di elevatissima qualità, in tempi molto brevi. Il prodotto finale, naturalmente, viene concordato assieme al cliente, che ha tantissima scelta, dato che può personalizzare qualsiasi cosa come meglio crede. Grazie a questi siti online che offrono il servizio di personalizzazione e stampa, si possono risparmiare non solo soldi, ma anche tempo, in modo tale da iniziare immediatamente a farsi conoscere. In rete si possono trovare moltissime agenzie valide ed è importante trovare quella più adatta alle proprie esigenze. Va da sé, comunque, che in un periodo in cui la rete e i social network la fanno da padrone, si devono utilizzare anche questi altri mezzi per la propria promozione. Sebbene il materiale cartaceo finisca direttamente nelle mani del potenziale acquirente, la rete permette a una fetta di pubblico molto più vasta di venire a conoscenza dell’esistenza dell’azienda stessa e, quindi, acquistarne i prodotti o richiederne i servizi. Il piano di marketing, quindi, deve tenere conto di tutto, dal materiale cartaceo alla pubblicità sui vari social network e su internet in generale. Anche in questo caso, per evitare di fare qualche azione controproducente, è meglio affidarsi a esperti del settore in grado di creare una solida reputazione all’azienda e di farle pubblicità al meglio. L’azienda che affida il suo successo alla pubblicità parte di certo con il piede giusto, perché punta dritto al consumatore e cerca di conquistarne le grazie.