La direttiva sulle informazioni commerciali/segreti e la libertà d’informazione


L’Associazione Inchieste Giornalismi ha attuato un flash mob per difendere la libertà d’investigazione dei giornalisti europei e quella d’informazione dei cittadini. Sono stati un famoso giornalista francese e gli studenti della scuola di giornalismo Lelio Basso a scendere in campo, per opporsi all’approvazione di una direttiva che minerebbe le inchieste sulle grandi multinazionali.

 

Il Festival

All’inizio di settembre c’è stato il Festival dei DIG Award, che celebra il giornalismo d’inchiesta italiano ed europeo. Dopo che sono stati assegnati i premi, il giornalista francese ha esposto le ragioni della petizione che vorrebbe annullare la direttiva.

 

La direttiva

Questa impedirebbe ai dipendenti di aziende multinazionali di denunciare eventuali atti illeciti di cui potrebbero essere testimoni e, quindi, ai giornalisti di investigare e informare il pubblico. Se, infatti, tali informazioni dovessero uscire dalle mura aziendali, ci sarebbero dei rischi sia per i dipendenti che denunciano, che per le testate giornalistiche che divulgano.

 

Il contesto

La prima versione del documento sulla protezione delle informazioni commerciali (segreti) è stata presentata a metà giugno dalla Commissione Affari Legali del Parlamento Europeo. La versione definitiva dovrebbe arrivare dopo l’accordo fra Consiglio, Commissione e Parlamento. Nonostante sia dichiarato che lo scopo della direttiva è proteggere le informazioni di un’azienda, in Europa sono sorte delle perplessità presso ONG e Organizzazioni di Giornalisti.

La relazione

Nel documento che accompagna la bozza è scritto che le informazioni commerciali che non possono essere considerate “diritti di proprietà intellettuale” sono ugualmente importanti per l’azienda da un punto di vista economico. Le aziende vogliono difendersi in caso di furto, appropriazione illecita e diffusione di dati segreti e, per farlo, intendono armonizzare le leggi nazionali e condividere fra gli Stati della Comunità Europea le procedure di ricorso che potrebbero essere usate dalle imprese, qualora ritenessero di aver subito danni a causa della “fuga” d’informazioni commerciali.

 

I segreti

Sono le informazioni commerciali che nella loro configurazione precisa e combinazione di elementi non si possono reperire facilmente e hanno valore commerciale proprio perché sono segrete. Questa sarebbe in sostanza la definizione data dall’articolo 2 dell’accordo TRIPs del 1994. All’articolo successivo si legge che la non liceità della diffusione è tale se una persona “era a conoscenza o, secondo le circostanze, avrebbe dovuto esserlo, del fatto che il segreto commerciale è stato ottenuto da un altro soggetto che lo stava utilizzando o divulgando illecitamente”. Come se un giornalista potesse sapere in anticipo che determinate informazioni sono state ottenute e divulgate in modo illecito.

L’articolo 8 tratta delle misure adottabili “per impedire l’abuso dei diritti di proprietà intellettuale”. È difficile, però, stabilire che cosa può essere definito segreto commerciale, e le aziende potrebbero approfittarne per estendere la definizione a diverse informazioni.

 

Botta e risposta

Sembra quasi un gioco a rimpalli. Corporate Europe ammette la divulgazione d’informazioni commerciali se fatta per denunciare illegalità e per il bene pubblico. È il giudice a decidere, quindi la libertà d’informazione può essere limitata. Il ricorso al giudice può essere usato per ritardare la diffusione pubblica dei dati in questione, ma il giudice deve garantire anche la tutela dell’interesse pubblico.

La riforma del catasto e la composizione delle commissioni censuarie


L’introduzione del nuovo catasto prevede la revisione della composizione delle commissioni censuarie locali, secondo quanto disposto dal decreto legislativo 198/2014.

 

Composizione

Il Presidente del tribunale, nella cui circoscrizione ha sede la commissione, nomina un Presidente di commissione (magistrato). All’interno di questa ci sono tre sezioni: catasto terreni, catasto urbano e catasto fabbricati e, come da art. 3, ciascuna di esse deve essere costituita da:

  • cinque membri effettivi;
  • un Presidente di sezione, nominato da quello della commissione locale;
  • sei supplenti.

 

È il Presidente del Tribunale a sceglierli, in questo modo:

  • due effettivi e due supplenti saranno selezionati fra quelli designati dall’ufficio dell’Agenzia territorialmente competente e fra i dipendenti di ruolo dell’Agenzia stessa;
  • uno effettivo e un supplente saranno scelti tra quelli designati dall’ANCI;
  • tre effettivi e tre supplenti – di cui due effettivi e due supplenti indicati dagli Ordini e Collegi professionali, mentre un effettivo e un supplente indicati dalle Associazioni di categoria, attivi nel settore immobiliare, saranno scelti tra quelli designati dal Prefetto, tra ingegneri, architetti, geometri, periti edili, dottori agronomi, periti agrari, agrotecnici iscritti all’albo, docenti di economia, estimo urbano ed estimo rurale, ed esperti in statistica ed econometria.

L’articolo 5 del decreto dispone che le funzioni di segreteria saranno svolte da un segretario appartenente ai ruoli dell’Agenzia.

 

Commissioni di Trento e Bolzano

Per queste due censuarie ci saranno un membro effettivo e un supplente in più, scelti fra quelli designati dalle rispettive Province autonome tra i propri dipendenti di ruolo.

 

Commissione censuaria centrale

Gli articoli 6 e seguenti riguardano la composizione della commissione censuaria centrale, anch’essa divisa nelle tre sezioni di catasto terreni, catasto urbano e catasto fabbricati.

Il Presidente di questa commissione è nominato dal Presidente della Repubblica e deve essere magistrato ordinario o amministrativo con qualifica almeno di magistrato di cassazione o equiparata. Accanto a lui ci sono quattro membri effettivi di diritto e 21 supplenti.

Anche per questa commissione è previsto il segretario e l’Ufficio di segreteria tecnica.

 

Composizione delle sezioni

Le tre sezioni di catasto terreni, catasto urbano e catasto fabbricati sono composte da:

  • un Presidente di sezione, nominato dal Presidente della commissione;
  • 4 componenti effettivi di diritto, comuni a tutte le sezioni, con facoltà di delegare a dipendenti dell’Agenzia con funzioni dirigenziali la partecipazione alle sedute. Sono il Direttore dell’Agenzia, il Direttore Centrale Catasto e Cartografia, il Direttore Centrale Osservatorio del Mercato Immobiliare e Servizi Estimativi e il Direttore Centrale Pubblicità Immobiliare e Affari Legali;
  • sette supplenti.

 

Oltre ai membri di diritto e sempre comuni alle tre sezioni, ci saranno:

  • un ingegnere, in qualità di dirigente, designato dall’Agenzia e appartenente al ruolo di quest’ultima;
  • un magistrato ordinario e uno amministrativo, nominati dai rispettivi organi di autogoverno;
  • due componenti designati dall’ANCI;
  • i rispettivi supplenti.

Nelle singole sezioni ci saranno:

  • un docente universitario (designato dal MIUR);
  • tre esperti rispettivamente in economia ed estimo rurale, economia ed estimo urbano, statistica ed econometria, designati dal MEF su indicazione delle Associazioni di categoria operanti nel settore immobiliare.

Aria di rinnovamento in Siae con l’arrivo di Filippo Sugar


 Filippo Sugar
La Società Italiana degli Autori ed Editori ha da poco un nuovo Presidente. Terminata in modo burrascoso l’era Gino Paoli, se ne apre una nuova con Filippo Sugar. 43 anni, sposato, 3 figli, il neo Presidente di Siae si può ritenere un esperto del settore grazie alla lunga “gavetta” a capo del gruppo di famiglia. Sugar Music SpA, creata nel 1932 dal nonno Ladislao, è conosciuta per aver portato al successo numerosi cantanti ed autori italiani, quali Elisa, Negramaro, Andrea Bocelli ed il “giovane” Giovanni Caccamo.
Filippo Sugar si appresta, nei prossimi anni, ad apportare modifiche organizzative a Siae affinché la società sia sempre più aperta e trasparente nei confronti, sia dei propri associati che di coloro che voglio utilizzarne il repertorio. L’obiettivo è instaurare delle partnerships per far crescere il business perseguendo gli interessi di tutte le parti in gioco. Il mezzo ideale è la comunicazione attraverso il nuovo sito che sarà pronto prima dell’estate, attraverso il quale “riqualificare” il diritto d’autore che non è una tassa, bensì la giusta retribuzione per il lavoro degli autori, per chi mette la propria creatività al servizio della cultura.
La tutela de diritto d’autore diventa quindi importante per la protezione dell’Italia come culla di contenuti. Procedendo diversamente, finiremmo con l’essere solo bacino d’utenza di contenuti altrui.
Siae ha voluto fortemente questo nuovo Presidente, scegliendolo con 21 voti su 30.
Perché Filippo Sugar è, da sempre, dalla parte degli autori ed editori, in una simbiosi rivolta alla creazione di uno spazio in cui la creatività possa lavorare in modo libero e non precario, quindi giustamente retribuito. L’evolversi del sistema digitale e la globalizzazione possono costituire grandi opportunità per la crescita del business e la diffusione della cultura italiana nel mondo. Sarà forse in quest’ottica che è nata la convenzione tra Comune di Milano e Siae per la presenza di quest’ultima a Expo2015, trampolino di lancio per il made in Italy.
Tutti coloro che organizzano eventi live nell’ambito dell’Esposizione Universale, all’interno dell’area metropolitana milanese, dovranno rifarsi a tale accordo. Sarà facile, quindi, sbrigare in loco tutte le pratiche autorizzative e calcolare i diritti d’autore e affini. Lo sportello si rivela un’idea vincente perché evita di doversi recare presso le agenzie Siae competenti per territorio.
La convenzione, poi, prevede:
sconti del 10% dei compensi fissi per diritto d’autore per le manifestazioni gratuite.
esonero per gli organizzatori di eventi live dal versamento di depositi cauzionali a fronte di condizioni particolari (dovuto per il periodo di durata dell’evento, inferiore ai mille euro).
promozione di progetti di creatività giovanile individuati dal Comitato di Expo in città.
Expo 2015 diventa una vetrina unica anche per Siae e i suoi progetti di esportare la cultura italiana nel mondo.

Per andare in palestra ci vuole il certificato medico?


Sull’obbligatorietà o meno della presentazione del certificato medico, richiesto per svolgere le molteplici attività fisiche che hanno luogo nelle palestre, c’è un ampio dibattito, ma soprattutto molta confusione. La legge e le successive “chiarificazioni” hanno dato via alla logica dell’interpretabilità, che ha sottratto l’univocità nell’applicazione della norma stessa.

Nello specifico il certificato medico per la palestra è una dichiarazione sanitaria rilasciata dal medico di ciascuno che attesta l’idoneità del singolo all’attività sportiva, in quanto in possesso di una sana e robusta costituzione. Tale documento, che indica anche le principali referenze del soggetto ed è firmato dal medico, dovrebbe essere redatto dallo stesso sempre a seguito dell’effettiva visita di accertamento dello stato di salute del paziente che ha richiesto il certificato.

Con la legge 98 del 2013 e con le successive note di chiarimento, il Ministero della Salute ha tentato di chiarire il quadro di applicazione della norma. Quest’ultima non si applica per lo svolgimento di attività ludiche e di tipo amatoriale. Al contrario il certificato medico è necessario per le attività sportive non agonistiche parascolastiche e inerenti l’ambito delle Federazioni Sportive del Coni. Per quanto concerne l’esecuzione di esami più specifici, quali l’elettrocardiogramma, la richiesta dipende dai singoli medici.

Il chiarimento non ha ancora del tutto sistemato la questione delle molteplici applicazioni che della norma vengono date. Le palestre che chiedono indistintamente il certificato sono ancora molte e i costi del documento di attestazione, la cui redazione non rientra più nelle competenze del medico della mutua, oscilla a grandi linee tra i 15 e gli 80 euro.

La settimana lavorativa sta per finire, vediamo come scaricare la tensione


I rimedi utili per scaricare la tensione sono molti, alcuni addirittura consigliati dai medici e specialisti, mentre altri sono frutto di un passaparola perpetrato dalle mamme, nonne, zie e amici. Chi non ha mai sentito del mangiare il cioccolato per alleviare la tensione? Verrebbe da pensare che sia solo una leggenda metropolitana, mentre invece sono diversi gli studi, effettuati in varie parti del mondo, che affermano come le sostanze contenute nel cioccolato rechino benessere psico-fisico, aumentando la produzione di endorfine e serotonina e regalando una piacevole sensazione di benessere diffuso a tutto il corpo.

Un rimedio utile per scaricare la tensione accumulata dopo una lunga giornata di lavoro o passata a scuola sui libri è anche quello di farsi un bel bagno caldo rilassante non appena rincasati. L’acqua calda, magari con l’aggiunta di sali e di qualche olio profumato, può mandar via le tensioni e consentire ai muscoli del corpo di rilassarsi.

Gli sportivi sanno come, per scaricare la tensione, anche fare una passeggiata a ritmo sostenuto o una corsa leggera sia un ottimo metodo per eliminare la tensione, in quanto l’esercizio fisico permette la produzione di sostanze molto importanti da parte del cervello, simili a quelle rilasciate durante i consumo di alimenti dolci come la cioccolata e, inoltre, il sudore permette di eliminare le tossine, fattore molto importante. Nel caso in cui si propendesse per quest’ultima attività, o una similare come il nuoto, la bicicletta, il tennis o quant’altro per scacciare la tensione, è sempre consigliabile assumere vitamine e integratori e, al termine dell’esercizio fisico, fare accurato stretching, in modo da riuscire a rilassarsi e distendersi completamente sia a livello mentale sia fisico.

Lunedì si comincia in quasi tutta Italia: la scuola


Il gioco della pallavolo ha da sempre appassionato le persone di tutte le età. Per praticare questo sport occorre semplicemente avere a disposizione un pallone e una rete, la quale, in caso di necessità, ad esempio se si volesse giocare a pallavolo in un prato, al parco o sulla spiaggia, può anche essere fissata a due pali, con i cappi alle estremità che devono trovarsi alla stessa altezza in modo che la linea sia perfettamente orizzontale.

La pallavolo nelle scuole ha iniziato a essere insegnata dai maestri e praticata dagli alunni numerosi decenni orsono. In epoca fascista era vivo il fattore sportivo e molte discipline sportive hanno iniziato a essere insegnate all’interno delle scuole, a partire dalle elementari fino al ginnasio e le scuole superiori e, tra le principali, spiccava per l’appunto la pallavolo.

Questo sport è considerato importante per lo sviluppo psicofisico dei bambini e, inoltre, praticare la pallavolo nelle scuole consente di aumentare lo spirito e il sentimento di gruppo, molto importante affinché i bambini crescano aiutandosi l’un l’altro e sapendo che, in caso di difficoltà o necessità, possono appoggiarsi a un compagno per farsi supportare.

La pallavolo nelle scuole ha preso sempre più piede negli ultimi anni e molte scuole, sia in Italia sia nel resto del mondo, organizzano anche dei corsi pomeridiani a cui i bambini delle scuole elementari e anche i ragazzi delle scuole medie e superiori possono prendere parte, denominati “mini-volley” o semplicemente “volley”, in modo che essi possano aumentare la loro preparazione nella pratica di questo sport.

Consigli per dimagrire: dopo l’estate si ritorna in forma


consigli per dimagrire

Siete alla disperata ricerca di consigli per dimagrire e non sapere più dove sbattere la testa? Ma siete sicuri di aver cercato bene e di aver ascoltato e valutato attentamente i consigli di amici, parenti e utenti del web? Purtroppo, o per fortuna, le cose da fare per dimagrire sono poche, ma sappiamo che non è poi così semplice seguirli. I migliori consigli per dimagrire sono quelli dati da chi ha intrapreso e portato a termine un percorso di dimagrimento, perché non c’è alcuna fonte più attendibile di quella dell’esperienza. La prima cosa da fare, quando si decide di dimagrire e di cercare consigli per dimagrire, è quella di sentirsi davvero convinti: per dimagrire seriamente è richiesta una grande costanza, tanta forza di volontà e soprattutto spirito di sacrificio. È vero, esistono tanti metodi più comodi delle diete e dello sport, per dimagrire: interventi, pillole “miracolose” e via dicendo, ma gli unici autori della nostra trasformazione dobbiamo essere noi! Pensate alla grandissima soddisfazione, dopo un periodo di grande costanza e impegno, nel guardarsi allo specchio e dirsi “sono stata bravissima” o “sono stato davvero bravo”; ci vorrà un po’ più di tempo, è vero, e i momenti di sconforto e di nervosismo ci saranno sicuramente, ma la vostra forza dovrà andare oltre! Ogni sacrificio, in vista di un grande obiettivo, merita di essere portato a termine. Sappiamo che è difficile seguire i soliti consigli per dimagrire, ma sono proprio quelli che ci motivano ad intraprendere e soprattutto a portare a termine il percorso del dimagrimento. E se proprio la grande forza di volontà, l’impegno non vi aiuta, allora, rivolgendovi ad un medico esperto potete pensare ad un intervento chirurgico come la liposuzione, che deve però essere attentamente studiata ed eseguita

Storie incredibili!! Deborah: digiuno e catene, le hanno occupato casa.


Ormai sono poche le notizie che stupiscono, ma questa ha davvero dell’incredibile. Deborah è una donna che è partita in cerca di lavoro, per poi tornare a casa e trovarla occupata da ben 10 persone. La reazione della donna? Ha deciso di auto incatenarsi e di non mangiare, per protesta. Come reagireste e come vi sentireste, voi, se di ritorno da un viaggio tornaste a casa e trovaste la vostra casa occupata da 10 sconosciuti che non ne vogliono sapere di andarsene? Quella di Deborah, questa donna siciliana, è una storia incredibile: dice di aver paura, di avere freddo e sentire i dolori dovuti dall’aggressione che ha subito da chi non voleva saperne di restituire la casa alla legittima proprietaria. 10 persone, tra cui bambini, che non vogliono fare marcia indietro e che sono arrivati ad aggredirla fisicamente e verbalmente, pur di tenersi la casa. Quella casa è sua e le è stata concessa dal Comune di Sassari, pochi anni fa: si tratta di una casa popolare. Decisa a riprendersi ciò che si è guadagnata, Deborah è arrivata a compiere questo gesto estremo, incatenandosi nel cortile del palazzo, con coperte e con gli oggetti essenziali, ma non mangia, non beve e trascorre le sue giornate a tentare di riprendersi ciò che le appartiene. Ma le sue proteste sembrano non sortire alcun effetto e afferma: “Non mi muoverò da qui fino quando non potrò riavere la mia casa. Non mangerò né berrò”. La denuncia fatta presso la Questura e la Procura della Repubblica non sembrano aver sortito gli effetti sperati e la donna dovrà attendere un provvedimento del magistrato. 

8 regole per essere felici: tentar non nuoce!


La ricerca della felicità è uno dei misteri più indagati della storia dell’essere umano, sin dalla sua prima comparsa sulla Terra. Autori, filosofi, scienziati, uomini comuni, tutti noi, ogni giorno, ci chiediamo, consciamente o inconsciamente, che cosa voglia dire per noi essere felici e come si faccia per essere tali. La scienza, che da sempre indaga sui misteri dell’universo, da stillato 8 regole che, se seguite, aiuterebbero ad essere felici, o per lo meno a stare meglio e ad avvicinarsi al proprio standard di benessere. Punto primo: trascorrere almeno 20 minuti al giorno all’aria aperta aiuterebbe a sentirsi più attivi e migliorerebbe addirittura la memoria. Impegnarsi ad essere felici: dobbiamo scegliere di stare bene e fare tutti i giorni qualcosa che ci faccia sentire bene, indipendentemente da tutto e da tutti, pur non invadendo lo spazio altrui. Scoprire i nostri punti di forza e impegnarsi a farne uso: vi piace fare del bene agli altri? E allora impegnatevi in una attività di volontariato, vi sentirete meglio voi e regalerete un sorriso anche a chi ne ha un profondo bisogno. Svolgete regolarmente esercizio fisico, fosse anche prediligere le scale all’ascensore e scendere prima dall’autobus. Date un senso alla vostra vita, non siate schiavi del tempo, siatene i protagonisti. Trascorrete del tempo a contatto con persone solari, positive e propositive, il contagio è assicurato! Abbiate relazioni sociali forti, non limitatevi a rapporti superficiali e di circostanza. Occupatevi degli altri: dei vostri figli, dei vostri genitori, dei vostri amici o della vecchietta che viene a fare la spesa tutti i giorni dove andate voi, donatele un sorriso, potrebbe farla stare meglio e starete meglio anche voi!  

Uomini e donne: in cosa si distinguono radicalmente?


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Il titolo può trarre in inganno: trabocchetto voluto! Non parleremo della trasmissione di canale 5, condotta da Maria De Filippi “Uomini e Donne”, ma di ciò che rende una donna radicalmente diversa da un uomo. In prima posizione troviamo una percentuale nettamente superiore da parte delle donne, per quanto riguarda il ricorrere a fantasie sessuali durante un rapporto. Soggettivo? Può darsi! Una donna è decisamente più in grado di perdonare rispetto ad un uomo, sembra infatti che l’essere maschile non sia in grado di “metterci una pietra sopra” tanto facilmente. Le donne fanno più attenzione ai piccoli gesti e agli sguardi delle persone quando si trovano a comunicare, mentre sembrerebbe che gli uomini si basino più che altro sul tono della voce e su quanto l’interlocutore sta effettivamente dicendo. Uomini e donne, però, sembrerebbero essere ugualmente cooperativi, sia sul lavoro che in altri ambiti della vita quotidiana; sarà vero? Sembrerebbe invece che gli uomini siano meno in grado di sopportare lo stress, abbandonandosi a piaceri extra per calmare i bollenti spiriti. Le donne, se ne hanno bisogno, chiedono indicazioni stradali senza farsi problemi, al contrario degli uomini, e questa sembrerebbe essere una questione di orgoglio e virilità. Molte donne amano il colore rosa e le sue varie tonalità, mentre sarebbero pochissimi gli uomini ad indossare o possedere oggetti che si avvicinino a questo colore. La concezione di bellezza varia molto, ma sembrerebbe essere un dato molto soggettivo, soprattutto nella scelta del partner. Insomma, potremmo andare avanti fino domani alla ricerca delle caratteristiche che distinguono gli uomini dalle donne. E voi cosa ne pensate? Quali differenze sostanziali notate tra voi e il vostro o la vostra partner?